LA SCELTA DELL’ABITO
Ogni napoletana, brutta o bella, sofisticata o rustica, emancipata o insicura, di ogni età e condizione sociale, quando pensa al suo matrimonio si trova a dovere passare dal mito alla realtà materializzando, soprattutto, quell’idea simbolo di abito nuziale che l’ha accompagnata fin dalla tenera età. Tradizionale, anticonformista, aderente, vaporoso, bianco, colorato…l’impresa tra i vari tipi di tessuti e modelli (infondo, la Campania è la patria degli abiti da sposa!) non è per nulla facile e spesso ci si rende conto che il concretizzarsi di un’idea non sempre regala quello che era l’effetto sperato. Ora, la prima regola che domina la scelta è la “semplicità” anche se questo attributo viene ad assumere un significato tutto particolare. Infatti, mentre la definizione riportata da qualsiasi vocabolario della lingua italiana per l’aggettivo è: “privo di ornamenti, di affettazione, di qualsiasi sfarzo” a Napoli “semplice” viene ad essere sinonimo soprattutto di “bello”. Pertanto, è facile che potrà essere considerato “semplice” un abito ricoperto di strass, con 54 balze e con uno strascico di tre metri. Per qualche consiglio il ruolo di consulente d’onore spetta alla madre della futura sposa che più che rispettare i gusti della figlia cerca di indirizzare verso quel vestito che lascerà il quartiere a bocca aperta. “ Mia figlia deve sembrare una principessa” è il desiderio di ogni genitrice che privilegia gonne ampie, pizzi, macramè e veli chilometrici. Ma a dire la propria sono anche tutte le altre componenti della comunità delle donne di famiglia come sorelle, nonne o zie che a quel vestito aggiungono anche applicazioni di pailleuts, nastri e fiori. Negli atelier immancabili sono i modelli esclusivi e le commesse che puntualmente affermano “Vi sta troppo bene!” anche se lo specchio da un giudizio spietato, evidenziando difetti che neanche si immaginava di avere. Come colori si privilegia l’avorio che con una particolare carica si può avvicinare quasi all’ocra. Ma non manca la sposa anticonformista che vuole osare tinte più accese provocando quasi lo sdegno delle parenti più anziane che, per l’abito delle nozze, non vedono altro colore se non il tradizionale bianco. E poi ci sono vezzi come spacchi e profonde scollature destinati a rendere la donna sensuale anche in quel giorno.
Altre news